Al via, il 3 novembre alle 15, un progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale nella scuola Isis Elena di Savoia di Napoli. Quattro gli appuntamenti previsti per educare i giovani. L’iniziativa nata su impulso di due familiari di vittime della strada impiegati nell’istituto scolastico. Pallotti, Ciaramella e Ronzullo: «Le altre scuole seguano questo esempio, il Governo si attivi per fermare la strage sulle strade»

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA ODV

E DELL’ASSOCIAZIONE MAMME CORAGGIO E VITTIME DELLA STRADA ODV

 

Al via, il 3 novembre alle 15, un progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale nella scuola Isis Elena di Savoia di Napoli. Quattro gli appuntamenti previsti per educare i giovani. L’iniziativa nata su impulso di due familiari di vittime della strada impiegati nell’istituto scolastico. Pallotti, Ciaramella e Ronzullo: «Le altre scuole seguano questo esempio, il Governo si attivi per fermare la strage sulle strade»

 

Una strage infinita quella che si consuma ogni anno sulle strade italiane. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, nel 2021 si sono registrati più di 150 mila incidenti, il 28,4% in più rispetto all’anno precedente. I morti sono stati 2.875 morti, il 20% in più rispetto al 2020. Ogni giorno muoiono dodici persone, nel weekend i numeri aumentano fino anche a raddoppiare. Tra i morti, moltissimi sono giovani. Secondo le statistiche, infatti, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte fra i ragazzi. Proprio per questo, alcuni docenti e personale scolastico della Scuola Isis Elena di Savoia di Napoli hanno ideato un percorso di educazione alla sicurezza stradale rivolto proprio ai più giovani. L’iniziativa si intitola “GUIDIamolavita” ed è nata dall’impegno di Fabrizia Russo e Rosario Campochiaro, rispettivamente Dsga e docente dell’Isis Elena di Savoia, accomunati non soltanto dall’appartenenza alla stessa comunità scolastica, ma anche e soprattutto dal dolore per la perdita dei loro familiari: Fabrizia Russo ha perso suo marito, Massimo, e Rosario Campochiaro suo padre, Alfonso, entrambi vittime della strada.

Con la collaborazione di alcuni docenti della scuola, Fabrizia e Rosario hanno studiato un percorso per informare e responsabilizzare gli studenti, rivolto alle classi V della scuola e che prevede una serie di incontri con esponenti di associazioni ed esperti del settore. Così si permette ai ragazzi di avvicinarsi gradualmente al problema e acquisire una consapevolezza sempre maggiore.

 

Quattro finora gli appuntamenti previsti, con il coinvolgimento di figure rappresentative come rappresentanti della polizia, del Comitato Vivibilità cittadina, ex alunni della scuola attualmente in forza al 118 e anche i rappresentanti dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV (AIFVS) e dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV.

Gli incontri si terranno nell’Aula magna della scuola il 3 novembre alle 15, il 10 novembre e il 17 novembre sempre alle 15 e il 23 novembre alle 10, in occasione della Giornata Mondiale per le Vittime della Strada. In rappresentanza dell’AIFVS ci sarà il vicepresidente Biagio Ciaramella, mentre a rappresentare l’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV sarà la presidente Elena Ronzullo. Entrambi si augurano che il progetto adottato da questa scuola diventi un modello per tutti gli istituti scolastici d’Italia.

 

«Ringraziamo Fabrizia Russo e Rosario Campochiaro per il loro impegno in favore della sicurezza stradale», dicono Ciaramella e Ronzullo, che nella giornata del 23 novembre testimonieranno le attività delle associazioni che rappresentano, ma anche la loro esperienza di genitori che hanno perso un figlio sulla strada, «purtroppo noi rappresentiamo la tragedia che vivono le famiglie. E proprio partendo da queste tragedie cercheremo di lanciare dei campanelli d’allarme ai ragazzi perché facciano attenzione e rispettino le regole del codice della strada. È ormai risaputo che sulle strade del Napoletano i controlli latitano. Ogni giorno vediamo ragazzi in motorino varcare senza casco i cancelli che portano nei cortili delle scuole. Vorremmo sensibilizzare i presidi su questo problema, ma anche ricordare loro che non va bene chiudere un occhio quando si vedono cose del genere, perché se poi in quello spazio privato della scuola succede un incidente, saranno loro a risponderne. Lanciamo un appello ai presidi perché colgano l’esempio della Scuola Isis Elena di Savoia di Napoli e prevedano nei programmi scolastici anche l’educazione stradale».

 

Il progetto della Scuola Isis Elena di Savoia di Napoli prevede anche il coinvolgimento dello stesso istituto al percorso di formazione che i ragazzi intraprenderanno per il conseguimento della patente: attraverso una convenzione con una scuola guida, gli alunni delle classi V avranno l’opportunità di seguire alcune lezioni nei locali scolastici e avranno accesso all’esame per la patente a un costo ridotto. Le ore di formazione tenute a scuola saranno trattate secondo un modello che associa l’intervento dell’istruttore e lo studio del codice della strada al contributo delle Associazioni che trattano della sicurezza stradale. Il tutto con l’obiettivo di rendere forte il concetto che la responsabilità personale di chi si mette alla guida rimane sempre la precauzione più efficace per prevenire gli incidenti stradali.

«Siamo lieti di intervenire in questo progetto», dicono Ciaramella e Ronzullo, «e cogliamo l’occasione per lanciare anche un nuovo appello al Governo perché si attivi per la sicurezza stradale e per fermare la strage che si consuma ogni giorno sulle strade del nostro Paese. Noi associazioni chiediamo ad alta voce processi più brevi, diciamo no al patteggiamento, al rito abbreviato e agli arresti domiciliari: chi ammazza sulla strada deve entrare subito in carcere, lasciamo che sia il giudice poi a stabilire se sia il caso di scarcerare oppure no. Noi siamo stati invitati all’incontro del 23 novembre come associazione, ma vorremmo coinvolgere anche altri familiari di vittime della strada. Chiunque voglia partecipare a questa campagna di sensibilizzazione raccontando la propria testimonianza può contattare Biagio Ciaramella al numero di telefono 330443441».

 

Per info:

www.vittimestrada.eu

aifvsufficiostampa@vittimestrada.eu

Biagio Ciaramella, cell. 330 443 441

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